Un pullover in cashmere non dovrebbe essere morbido solo al primo utilizzo. Dovrebbe mantenere la forma, offrire un calore piacevole e conservare un aspetto curato anche dopo essere stato indossato molte volte. Chi desidera acquistare filato di cashmere non dovrebbe quindi scegliere soltanto in base al colore o alla sensazione al tatto. La composizione delle fibre, la struttura del filato, la metratura e il tipo di lavorazione previsto determinano insieme se da un filato pregiato nascerà un capo capace di durare nel tempo.
Il cashmere è una delle fibre naturali più pregiate utilizzate nel lavoro a maglia. Il sottopelo della capra cashmere è leggero, caldo e morbido sulla pelle. Queste caratteristiche rendono il materiale particolarmente prezioso, ma non sostituiscono una scelta accurata. Tra un filato di cashmere molto economico e una qualità superiore possono esserci differenze importanti, non soltanto nel prezzo, ma anche nella definizione delle maglie, nella resistenza all’uso e nelle esigenze di cura nel tempo.
Acquistare filato di cashmere: cosa determina realmente la qualità
La sola indicazione “cashmere” sull’etichetta dice ancora poco. Il primo elemento da valutare è la composizione delle fibre. Un filato in 100% cashmere offre tutte le caratteristiche autentiche della fibra: estrema leggerezza, morbidezza e un calore eccezionale. È particolarmente adatto per scialli, pullover leggeri, cardigan e accessori da indossare direttamente sulla pelle.
Le mischie, tuttavia, non rappresentano automaticamente un compromesso. Il cashmere con merino può offrire maggiore elasticità e stabilità della forma, mentre la seta dona al filato una lucentezza più raffinata e una maggiore resistenza alla trazione. Una percentuale di alpaca aumenta il calore, ma modifica la mano del filato e può rendere il tessuto a maglia più voluminoso. Per capi soggetti a maggiore usura, come polsini, abbigliamento per bambini o pullover indossati frequentemente, una miscela ben studiata può risultare più pratica del cashmere puro.
È inoltre importante verificare che la composizione sia indicata chiaramente in percentuale. Espressioni come “effetto cashmere” o “con cashmere” non specificano quale sia la quantità effettiva della fibra. Per una scelta consapevole del materiale, composizione, peso, metratura e indicazioni di lavaggio devono sempre essere valutati insieme.
Finezza, lunghezza e colore della fibra
Il cashmere di alta qualità viene ottenuto da fibre di sottopelo fini e possibilmente lunghe. Le fibre lunghe si filano meglio, tendono a sporgere meno dal filato finito e generalmente sono meno soggette alla formazione di pilling. Il pilling non può essere eliminato completamente nel cashmere: nelle zone sottoposte a sfregamento, come sotto le braccia, sui fianchi o in corrispondenza delle tasche, con il tempo possono formarsi piccoli pallini. In una fibra nobile e morbida, entro certi limiti, questo fenomeno è naturale.
Un filato uniforme e ben ritorto è comunque decisamente più durevole rispetto a un filato molto morbido, poco ritorto o irregolare. Le qualità di cashmere nei colori naturali mostrano spesso una profondità cromatica tranquilla e leggermente mélange. I filati tinti offrono invece una gamma cromatica più ampia. Con colori intensi è consigliabile lavare un campione prima di iniziare il progetto. In questo modo è possibile verificare in anticipo se colore, mano e definizione delle maglie corrispondono alle proprie aspettative.
La struttura del filato più adatta al vostro progetto
Il cashmere viene proposto in diverse costruzioni del filato. Queste influenzano il modo in cui il filo scorre durante la lavorazione, la compattezza del capo e l’idoneità del materiale per la maglia a mano, la macchina da maglieria o il telaio.
Un filato classico ritorto è composto da più fili attorcigliati tra loro. Offre generalmente una buona definizione delle maglie ed è adatto a coste, trecce, motivi strutturati e capi che devono mantenere bene la forma. Un filato di cashmere fine a più capi può essere molto caldo nonostante il peso ridotto, ma per progetti di grandi dimensioni richiede pazienza e un campione accurato.
Il filato a catenella presenta una struttura tubolare e tende quindi a risultare più arioso e voluminoso. È una buona scelta per pullover leggeri e caldi o per sciarpe ampie. Le maglie possono apparire più morbide rispetto a quelle ottenute con un filato fortemente ritorto. Per motivi molto definiti o bordi particolarmente compatti non è quindi sempre la prima scelta.
Nel caso del filato in rocca entra in gioco un ulteriore aspetto: la presentazione su rocca è particolarmente interessante per le macchine da maglieria, i progetti di tessitura e le lavorazioni di maggiore volume. Le rocche permettono di lavorare per lunghi tratti senza interruzioni e di pianificare con precisione la quantità di filato necessaria. In base alla finezza, un filato in rocca può essere lavorato a un capo oppure a più capi insieme. Unire più fili modifica sensibilmente la misura dei ferri, la tensione, il campione e il drappeggio del tessuto o della maglia.
Maglia a mano, macchina da maglieria o telaio?
Per chi lavora a mano, un filato in gomitolo con metratura chiaramente indicata e una misura dei ferri consigliata rappresenta un punto di partenza affidabile. Soprattutto con il cashmere è preferibile non lavorare troppo stretto. La fibra ha bisogno di spazio per esprimere la propria leggerezza e il proprio calore. Una maglia troppo compatta può risultare rigida e perdere eleganza.
Sulla macchina da maglieria assumono importanza anche la tensione del filo, la paraffinatura e la compatibilità con la finezza della macchina scelta. I filati molto pelosi o poco resistenti richiedono una regolazione accurata e uno scorrimento uniforme. Il filato fine in rocca può essere adatto a diversi tipi di macchine, a seconda del titolo del filato e del numero di capi utilizzati. In questo ambito la competenza tecnica è fondamentale: anche il materiale migliore non può esprimere la propria qualità se le maglie cadono o il filo scorre in modo irregolare.
Nella tessitura, la scelta dipende dal tipo di utilizzo. Il cashmere può essere utilizzato come trama per conferire al tessuto un carattere morbido e lussuoso. Per l’ordito sono invece necessari filati sufficientemente resistenti alla trazione e una tensione adeguata. Il cashmere puro e molto fine non è sempre la soluzione ideale. A seconda dell’armatura, una miscela con seta o merino può essere una scelta più adatta.
Calcolare in modo realistico quantità e metratura
Il peso di un gomitolo non è una base sufficiente per calcolare la quantità necessaria. Due filati da 50 grammi possono avere metrature completamente diverse. Per questo motivo è importante considerare i metri per gomitolo o per rocca, oltre al proprio campione di lavorazione.
Una sciarpa leggera da donna può richiedere, a seconda della larghezza, della lunghezza e della finezza del filato, molto meno materiale rispetto a un pullover che a prima vista sembra avere un peso simile. Motivi strutturati, trecce e lavorazione a doppio filo aumentano il consumo. Anche una vestibilità ampia richiede più filato rispetto a un modello aderente.
Prima dell’acquisto, o almeno prima di avviare il lavoro, realizzate un campione sufficientemente grande, preferibilmente non un semplice quadratino molto piccolo. Lavatelo e lasciatelo asciugare in piano. Solo dopo misurate il numero di maglie e di ferri su dieci centimetri. Il cashmere può rilassarsi e modificarsi leggermente dopo il lavaggio. Il campione permette inoltre di verificare se la mano del filato vi piace e se il materiale offre una definizione sufficiente per il motivo scelto.
Nel caso di lotti di tintura, è consigliabile acquistare possibilmente tutta la quantità necessaria in una sola volta. Anche con una tintura accurata possono esserci leggere differenze tra una partita e l’altra. Per i progetti più grandi è utile prevedere una piccola riserva, soprattutto se in futuro fosse necessario allungare le maniche, rifare i polsini o effettuare piccole riparazioni.
La cura inizia già durante la lavorazione
Il cashmere non richiede una cura complicata, ma necessita di delicatezza. Un capo finito dovrebbe essere lavato preferibilmente a mano, in acqua fredda o tiepida, utilizzando un detergente adatto alla lana. Sfregamenti, torsioni energiche e ammolli prolungati possono stressare le fibre. Eliminate delicatamente l’acqua in eccesso e avvolgete il capo in un asciugamano per assorbire l’umidità.
Il cashmere dovrebbe essere asciugato in piano, riportando il capo nella forma corretta. Se appeso su una gruccia quando è ancora umido, può deformarsi, soprattutto sulle spalle e sulle maniche. Tra un lavaggio e l’altro, spesso è sufficiente arieggiare il capo. Questo protegge la fibra e aiuta a conservarne la naturale morbidezza.
I piccoli pallini possono essere rimossi con cautela utilizzando un pettine per cashmere o un levapelucchi adatto. È importante lavorare senza esercitare pressione e con il capo disteso su una superficie piana. Per proteggere il cashmere dalle tarme è utile conservarlo pulito e perfettamente asciutto in un contenitore ben chiuso. I prodotti profumati, da soli, non rappresentano una protezione affidabile.
Quando conviene scegliere una miscela di cashmere
Il cashmere puro è ideale quando la massima morbidezza e la leggerezza sono le priorità. Per una sciarpa, un cardigan leggero per bambini o un pullover di alta qualità può essere esattamente la scelta giusta. Se invece il capo è destinato a un uso quotidiano intenso e a frequenti sfregamenti, una miscela può risultare più adatta.
Il merino apporta elasticità e capacità di recupero, mentre la seta dona resistenza e lucentezza. Cotone e lino possono invece rendere una miscela con cashmere più leggera e asciutta al tatto, caratteristica interessante per i capi da mezza stagione. La qualità migliore è quindi sempre quella più adatta al progetto specifico. Un pullover leggerissimo in cashmere e seta richiede caratteristiche diverse rispetto a una giacca compatta pensata per l’uso quotidiano.
Zimpfer Wolle propone filati di cashmere e mischie selezionate di fibre naturali per progetti di maglia a mano, lavorazione a macchina e tessitura. Prima di scegliere, confrontate non soltanto il colore, ma anche la struttura del filato, la metratura e il tipo di lavorazione previsto. Quando materiale e progetto sono in armonia, il piacere del cashmere non inizia soltanto quando si indossa il capo, ma già dalle prime maglie regolari.